Risposta rapida: esistono tre modi per clorare una piscina — il cloro tradizionale in pastiglie o granuli (dosaggio manuale, costo d’ingresso quasi nullo), la clorazione salina a elettrolisi (un clorinatore trasforma il sale disciolto in cloro, costo iniziale indicativo di 100-250 € per una piscina fuori terra piccola) e il dosaggio automatico con pompa dosatrice o centralina (il più costoso ma il meno impegnativo). Nessuno dei tre è compito del robot pulitore: secondo l’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, il cloro libero va mantenuto tra 0,7 e 1,5 ppm con un pH tra 7,2 e 7,6, e questi valori si controllano con un test dell’acqua, non aspirando il fondo della vasca.
I tre metodi di clorazione
Perché il cloro sparisce più in fretta al sole
Un fattore spesso sottovalutato è la degradazione da raggi UV: senza uno stabilizzante, in una giornata estiva soleggiata e senza copertura una piscina scoperta può perdere fino al 90% del cloro libero in sole 2-3 ore. Per questo la maggior parte delle pastiglie multiazione contiene già acido cianurico come stabilizzante (concentrazione ottimale indicativa 20-30 ppm, con un limite di legge di 75 ppm per le piscine pubbliche), che assorbe parte della radiazione UV e rallenta la perdita di cloro attivo. È anche uno dei motivi per cui una copertura solare aiuta a mantenere più stabile il livello di cloro tra un test e l’altro.
Cloro in pastiglie o granuli (tradizionale)
È il sistema più diffuso sulle piscine fuori terra e sulle piscine interrate di piccole dimensioni. Le pastiglie multiazione (in genere da 200-250 g) contengono cloro stabilizzato più spesso un alghicida e un flocculante, e si dosano con un dispensatore galleggiante o nello skimmer. Il dosaggio di mantenimento più comune è di una pastiglia ogni 20-25 m³ d’acqua alla settimana; per interventi rapidi esistono anche granuli o pastiglie piccole da 20 g, più adatte a piscine gonfiabili stagionali.
- Costo d’ingresso: quasi zero, basta acquistare il prodotto chimico.
- Costo continuativo: ricorrente ogni settimana, per tutta la stagione.
- Impegno richiesto: medio-alto, va controllato e ridosato manualmente.
Clorazione salina (elettrolisi)
Un clorinatore salino applica corrente elettrica al sale disciolto in acqua (circa 3-6 g di sale per m³ per il mantenimento, fino a diversi kg per il riempimento iniziale) e lo trasforma in ipoclorito di sodio, lo stesso principio attivo del cloro tradizionale, prodotto però in autonomia dall’impianto. Per una piscina fuori terra di piccole-medie dimensioni i clorinatori compatti disponibili su Amazon.it partono da circa 100 € fino a 250 € circa; le centraline per impianti fissi di grandi dimensioni superano invece abbondantemente i 600-1.000 €. Chi sceglie questo metodo dovrebbe anche verificare il materiale degli accessori fissi come la scaletta piscina: i produttori consigliano l’acciaio inox AISI 316L, più resistente alla corrosione da cloruri rispetto all’AISI 304 standard.
- Costo d’ingresso: medio-alto (dispositivo + sale iniziale).
- Costo continuativo: basso, solo rabbocchi di sale.
- Impegno richiesto: basso una volta installato, ma richiede una cella elettrolitica da controllare periodicamente.
Dosaggio automatico (pompa dosatrice o centralina)
È la soluzione più impegnativa da installare ma la meno impegnativa da usare: una sonda misura pH e livello di disinfettante in tempo reale e una pompa dosatrice inietta automaticamente cloro liquido (o un correttore di pH) quando serve. È diffusa soprattutto su piscine interrate con impianto fisso, meno su piscine fuori terra stagionali per via del costo e della complessità di installazione.
- Costo d’ingresso: alto (centralina + sonde + prodotti liquidi).
- Costo continuativo: variabile, dipende dal consumo di prodotto liquido.
- Impegno richiesto: molto basso dopo la taratura iniziale.
| Metodo | Costo d'ingresso | Impegno settimanale | Più adatto a |
|---|---|---|---|
| Pastiglie/granuli | Quasi nullo | Medio-alto | Piscine fuori terra, uso stagionale |
| Clorazione salina | 100-250 € (fuori terra) / 600 €+ (fissa) | Basso | Piscine usate tutta l'estate, chi vuole meno prodotti chimici da maneggiare |
| Dosaggio automatico | Alto | Molto basso | Piscine interrate con impianto fisso |
Perché il robot pulitore non c’entra
Come già spiegato nella nostra guida sull’acqua torbida in piscina, un robot pulitore aspira detriti, sabbia fine e alghe morte da fondo, pareti e linea d’acqua, ma non ha sensori per misurare pH o cloro e non dosa alcun prodotto chimico. Anche il robot più costoso della gamma, come i modelli descritti nella nostra guida ai migliori robot piscina, lavora solo sulla parte meccanica della pulizia: la clorazione resta sempre un intervento separato, fatto con uno dei tre metodi sopra o affidato a un servizio di manutenzione professionale quando non si vuole gestirlo in autonomia. Se la clorazione regolare non basta e compaiono alghe visibili, serve un trattamento d’urto diverso dal dosaggio di routine — la nostra guida alle alghe in piscina distingue le alghe verdi, molto più facili da eliminare, dalle alghe nere radicate nelle fughe delle piastrelle, molto più resistenti.
I prodotti più diffusi su Amazon.it
Cloro multiazione in pastiglie
- Pastiglie da 200-250 g, dosaggio tipico di mantenimento di 1 pastiglia ogni 20-25 m³ d'acqua alla settimana.
- In genere includono già alghicida e flocculante, riducendo il numero di prodotti diversi da gestire.
- Soluzione più economica come costo d'ingresso, ma richiede controlli regolari con strisce reattive o fotometro.
Clorinatore salino compatto
- Trasforma il sale disciolto in acqua (circa 3-6 g/m³ di mantenimento) in cloro, senza maneggiare prodotti chimici concentrati ogni settimana.
- I modelli compatti per piscine fuori terra partono indicativamente da 100 € fino a circa 250 €; verifica sempre la portata massima in m³ dichiarata prima dell'acquisto.
- Richiede comunque un test periodico del cloro prodotto, perché temperatura e livello di sale influenzano la resa.
Conclusione
Non esiste un metodo di clorazione “giusto” in assoluto: le pastiglie multiazione restano la scelta più economica ed elastica per una piscina fuori terra stagionale, la clorazione salina conviene a chi usa la piscina tutta l’estate e vuole ridurre la manipolazione di prodotti chimici, mentre il dosaggio automatico ha senso solo su impianti fissi dove il costo iniziale più alto si ammortizza nel tempo. In tutti i casi, il robot pulitore resta un dispositivo complementare che si occupa della pulizia meccanica, non della chimica dell’acqua né della temperatura: quest’ultima dipende solo da un dispositivo dedicato come la pompa di calore per piscina. Nessuno dei tre metodi si applica invece a una piscina naturale: lì la depurazione è affidata interamente alle piante della zona di rigenerazione, senza alcun prodotto chimico. Per scegliere il modello di robot più adatto alla tua vasca consulta la nostra guida ai migliori robot piscina.
Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026 — aggiunta la sezione sulla degradazione UV del cloro senza stabilizzante (fino al 90% in 2-3 ore) e sul ruolo dell’acido cianurico, con interlink al nuovo confronto tra strisce reattive, kit a goccia e fotometro per il test dell’acqua.